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Lo storico: emergenza corruzione: “Donald rischia nuove indagini”

Lo storico: emergenza corruzione: “Donald rischia nuove indagini”

Del Pero (SciencesPo) e le grane giudiziarie del tycoon: la Corte costituzionale gli ha dato l’immunità. “Ma, se a novembre vinceranno i dem, dovrà vedersela con commissioni e obblighi di comparizione”

Del Pero (SciencesPo) e le grane giudiziarie del tycoon: la Corte costituzionale gli ha dato l’immunità

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Roma, 11 settembre 2026 – Inquinamento del processo elettorale, possibili violenze e, da ultimo, promesse demagogiche. Messa così sembra l’ambientazione di un nuovo romanzo di Michel Houellebecq e invece, come osserva Mario Del Pero (foto), docente di Storia degli Stati Uniti a SciencesPo di Parigi e autore di ‘Buio americano’ (ed. Il Mulino), è lo scenario in cui gli americani andranno a votare il prossimo novembre per le elezioni di Midterm.

Professore, Donald Trump ha detto che se i repubblicani vinceranno alla Camera e al Senato, distribuirà un dividendo da 5mila dollari a tutti gli adulti americani. È una promessa che potrà incidere sulle elezioni di Midterm?

“Si tratta di una boutade e come tale va trattata, dato che parliamo di una cifra spaventosa se consideriamo che negli Stati Uniti ci sono almeno 250 milioni di adulti americani. Per il momento, grazie alla legge di bilancio, stanno effettivamente entrando dei soldi nelle tasche degli statunitensi tramite i rimborsi fiscali, ma sono subito ‘pareggiati’ dall’inflazione che sta correndo sia per i dazi che per la guerra contro l’Iran. Credo che Trump stia tentando di rispondere a un malessere largamente diffuso nel Paese, ben testimoniato dal minimo storico raggiunto dai tassi di fiducia dei consumatori (ormai siamo sotto anche ai livelli della pandemia o della crisi del 2008). Gli americani, prima di tutto, sono dei cittadini e dei consumatori e vedono crescere sia i prezzi che, addirittura, i tassi d’interesse, di conseguenza il tycoon ha tirato fuori una proposta molto demagogica per provare a stoppare il malcontento generale”.

Comunque vada, nel 2029, la presidenza di Trump terminerà. Che cosa rischia il tycoon dal punto di vista processuale una volta che non sarà più alla Casa Bianca?

“Probabilmente Trump, sulla scia di quello che già fece Joe Biden per il figlio Hunter, firmerà una grazia per sé, per i suoi familiari e gli ‘amici’. Senza considerare che, grazie alla sentenza della Corte costituzionale, gode dell’immunità, se non dell’impunità, per tutti gli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni presidenziali. A questi si aggiunge l’accordo siglato tra il Dipartimento di Giustizia e l’Agenzia delle entrate che prevede l’impossibilità di fare indagini retroattive su irregolarità fiscali. Non credo, dunque, che rischi molto sul piano penale. Non escludo comunque l’eventualità di inchieste o indagini che mostreranno cose che peraltro stiamo già vedendo, ovvero che questa amministrazione è caratterizzata da un livello di corruzione, conflitti d’interessi e uso del potere politico per arricchimento personale che lascia letteralmente senza fiato”.

Come potrebbe accadere?

“Se mai la Camera dei rappresentanti dovesse tornare in mano ai democratici – come i sondaggi lasciano presagire –, le commissioni di quest’ultima potranno fare indagini ed emettere mandati di comparizione con l’obbligo di deporre sotto giuramento. Ecco, se questo dovesse accadere, immagino che l’ultimo biennio dell’amministrazione Trump potrebbe essere contraddistinto da indagini e inchieste, finalizzate anche a un tornaconto politico, che metteranno sotto i riflettori la sconcertante corruzione del secondo mandato del tycoon”.

Insider trading, Epstein files, i dazi, la guerra contro Teheran: può davvero The Donald salvarsi con una grazia?

“Sì, è possibile. Chiaramente sono tutti dossier che possono esplodere, come gli Epstein files che sono una mina vagante, anche perché qualcuno ha sicuramente visto le parti non ancora desecretate, ma non credo che sia questa la questione più rilevante”.

E quale sarebbe?

“Sarà fondamentale evitare che le elezioni di Midterm siano inquinate da interferenze federali, volte a rendere più difficile l’esercizio del voto, soprattutto quello per corrispondenza. Inoltre, sarà importante scongiurare derive violente. Trump a più riprese ha cercato di delegittimare l’esito di queste elezioni, ribadendo che i democratici potranno prevalere solo attraverso i brogli. Sappiamo che così non è, ma questo è il clima con cui gli americani si recheranno alle urne”.

Originally reported by quotidiano.net. Adapted for our readers.

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